venerdì 22 ottobre 2010

LEZIONE 0 - Storia del Giornalismo Italiano

Lezione del 21 ottobre. Anche questa è da considerarsi una lezione introduttiva e non c’è un vero e proprio argomento. Per questo motivo è meglio,ancora una volta, indicare i concetti chiave piuttosto che fare un discorso unico.

Leggendo gli appunti di Raffy e di Alessia (grazie ai quali mi è stato possibile fare questa sintesi) mi sono reso conto di quanto questo prof sia dispersivo nei suoi discorsi. Spero quindi di riuscire a mettere un po’ d’ordine:

  • La comunicazione costituisce il sistema delle informazioni nel suo complesso. E’ pertanto naturale che rivesta un ruolo fondamentale nella società odierna così come lo rivestono i cosiddetti professionisti della comunicazione.
  • Chi è il professionista della comunicazione? Essenzialmente colui che ha il compito di gestire le informazioni e decidere in che ottica trasmetterle, analizzando le possibilità. Un principio che dovrebbe essere alla base di questa professione è non nascondere mai i fatti, anche se negativi. E’ un compito assai delicato (specie in situazioni di emergenza) perché bisogna evitare di diffondere panico e isteria, pur non omettendo alcun particolare. La branca specialistica denominata Comunicazione di Crisi (Crisis Communication) fa riferimento proprio a questo ambito, alle emergenze.
  • A questo scopo, è necessario informare inquadrando i fatti nella prospettiva del stiamo cercando una soluzione. Esiste un problema – queste sono le soluzioni – stiamo lavorando per realizzarle. Nascondere i fatti è la cosa peggiore in quanto si rischia di essere scoperti.
  • A seconda del contesto storico a cui si fa riferimento, si può affermare che la comunicazione è sempre esistita o che è nata trent’anni fa. Di certo gli studi di comunicazione (Communication Studies) sono nati nelle università americane negli anni ‘30 e sono poi stati esportati nel resto del mondo. Sono presenti in Italia solo dagli anni ‘80.
  • La comunicazione tradizionale è quella definita one to one (da me a te). Nel medioevo ci si incontrava nella piazza, al centro del borgo, e si dialogava di persona, one to one appunto.
Dialogo = dià (attraverso) + logos (parole)
  • L’epoca medievale è ricca di simbolismi. Le piazze medievali, veri e propri centri di informazione, racchiudevano dei simboli dall’importante significato comunicativo. Nella parte vecchia di Bari, in Piazza Mercantile, troviamo la Colonna Infame alla quale venivano appesi i debitori insolventi. Alla base di questa colonna c’è un leone con la scritta custos iusticie (custode della giustizia) sul collare. Il leone rappresenta il detentore del potere e della forza.

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  • Colui che detiene la forza è il solo che può utilizzare questo potere in modo legittimo. Oggi chi detiene questo potere è lo Stato. Dare un pugno ad una persona e mandarla in ospedale è uso illegittimo della forza, arrestare chi ha commesso questo crimine e condurlo in carcere è invece un uso legittimo. Questo distingue lo Stato dall’inciviltà.
  • L’uso della forza da parte dello Stato è disciplinato da leggi, le quali non solo stabiliscono cosa va considerato reato ma anche quali procedure vanno adottate per punire quel determinato reato. Il leone rappresenta quindi la forza e le leggi, ovvero il potere regio.
  • L’uomo, per sua stessa natura, è portato a comunicare. Per questo ha sempre tentato di farlo, sfruttando i mezzi di espressione di cui era in possesso (primitivi gesti esemplari, dialogo ecc.). I primi giornali nascono solo nel 1600, facendo la loro comparsa dapprima in Inghilterra e Spagna.
  • Questo processo, sorto nel ‘600, si sviluppa ulteriormente nel ‘700. Di grande importanza è il periodo delle rivoluzioni che cambiano le strutture della monarchia assoluta e del feudalesimo in Europa. Prima fra tutte la rivoluzione inglese che rende possibile la libertà di stampa. Seguono poi la rivoluzione americana e quella francese.
  • Gli effetti di queste rivoluzioni sono la scomparsa della monarchia assoluta. Nascono le costituzioni, nelle quali sono sanciti i diritti e doveri dei cittadini e di chi governa.
  • Nei regimi assoluti non c’è libertà economica. Per svolgere una determinata attività è necessario richiedere l’autorizzazione del re, le cosiddette patenti regie. La libertà economica deriva dalla rivoluzione inglese e in particolare dalla rivoluzione industriale in Inghilterra, nata ad opera di alcuni meccanici ed artigiani che ipotizzano un procedimento tecnico più veloce e moderno e lo attuano autonomamente. La libertà economica porta un clima diverso, nel quale se qualcuno ha un’idea la mette in atto.
  • Nel 1688 viene approvato il Bill of Rights (Carta dei diritti) con le quattro libertà fondamentali (parola, stampa, riunione e associazione)
  • Grazie alla libertà di stampa tutte le rivoluzionarie idee di questo periodo si diffondono rapidamente permettendo un veloce incremento dello sviluppo tecnologico. Inoltre questa libertà, insieme a quella di parola, tutela le nuove scoperte (e i loro scopritori) contro la censura. E’ il caso di Newton, salvato da un processo di eresia per la sua teoria della gravitazione universale (il rapporto fra il movimento degli astri è dovuto alla forza di attrazione in senso fisico; ogni corpo viene attratto dal Sole secondo un’orbita che si può calcolare matematicamente)
  • Prima della libertà di stampa molti manoscritti dovevano girare clandestinamente. E’ ad esempio il caso dell’Encyclopédie di Diderot, testo che molti librai dovettero nascondere perché vietato. I paesi dove, prima di tutti gli altri, si rese possibile la comunicazione attraverso giornali furono quelli delle rivoluzioni (Inghilterra, Stati Uniti, Francia).
  • In Italia i primi giornali sorgono solo nel triennio giacobino (1796-1799) dopo la prima battaglia di Napoleone. E’ costui a diffondere anche nel nostro Paese le innovazioni portate in Francia dalla rivoluzione.
Possiamo trarre alcune conclusioni. Prima di tutto che conviene dare uno sguardo alle tre grandi rivoluzioni. Poi che gli argomenti che troviamo all’interno di questa sintesi toccano la fisica, la giurisprudenza, la storia ecc. Il prof è colto e molto esigente senza dubbio ma assolutamente caotico. Trovare un filo logico in tutte queste informazioni è difficile. Si spera che l’abbia fatto solo perché il suo era un generale discorso introduttivo. Altrimenti il cervello qua esplode…
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8 commenti:

  1. Gianluca 4 president! ("Amministratore" non basta...) ;)

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  2. Vi posso assicurare che il libro è anche più confusionario del prof... almeno fino al 4° capitolo (dove sono arrivato...)

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  3. Ops...hai ragione Paolo ;) Provvedo subito. Comunque grazie ragazzi gentilissimi ^^ ma è stato veramente un macello...quest'uomo non segue nessuna logica

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  4. Anzi no bugia non provvedo perchè se lo faccio succede un casino al post ^^'' Tenete presente che è la lezione del 20.

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  5. Cmq complimenti davvero x questa iniziativa...se portata avanti con costanza credo che potrà diventare un punto di riferimento per tutti li studenti del corso di SDC !!

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